Situato sulla collina più alta del villaggio di Martvili, il complesso del Monastero di Martvili, un tempo centro culturale pagano, è oggi un faro della fede cristiana nella provincia di Samegrelo-Zemo Svaneti in Georgia.
L'antica quercia, un tempo venerata come idolo della fertilità, fu sostituita da una chiesa alla fine del VII secolo, dedicata a Sant'Andrea, figura chiave nella diffusione del cristianesimo in Samegrelo. Dopo le invasioni, la Cattedrale di Martvili-Chkondidi, il cui nome deriva dalla parola mingreliana per "quercia", fu ricostruita nel X secolo e custodisce un ricco ciclo di affreschi dal XIV al XVII secolo.
Situato vicino al centro di Martvili, il monastero domina le valli dei fiumi Tskhenistskali e Abasha, offrendo viste panoramiche su Imereti e Samegrelo. Il complesso fortificato, con magazzino, campanile, cappella e il tempio principale dedicato all'Assunzione della Vergine, testimonia l'eredità spirituale della regione.
Nel Medioevo il monastero fu un importante centro culturale ed educativo. Il suo tempio centrale a cupola e croce, decorato con scene dell'Antico Testamento, convive con una chiesa a due piani del X secolo. L'ultimo monaco pilastrista abitava a ovest del tempio principale, in una stanza collocata su un alto pilastro.
Dopo un periodo di inattività durante l'era sovietica, il Patriarca di Georgia Ilia II rilanciò il complesso nel 1998. Oggi ospita il Monastero di San Andrea il Primo-Chiamato e il Convento di Santa Nino, con una cappella-museo che conserva reliquie di varie epoche nell'antica stanza reale.
Il Monastero di Martvili, con la sua storia profonda e il suo significato spirituale, si erge come simbolo unico dell'evoluzione religiosa e culturale della Georgia.
